Si illustrano di seguito sinteticamente i principi assunti nella predisposizione delle disposizioni per gli interventi diretti, alla luce degli esiti del Quadro Conoscitivo Diagnostico, della VALSAT e della Strategia per la Qualità Urbana ed Ecologico Ambientale (SQUEA) del PUG.
In sede di elaborazione del Piano, si è tenuto conto della precedente zonizzazione del PSC/RUE, riadattandola secondo le logiche della nuova legge urbanistica regionale (L.R. 24/2017). La normativa del PUG mira ad assicurare un primo livello di agevole trasformabilità del territorio esistente, soprattutto all'interno del perimetro del territorio urbanizzato, per incentivare i processi rigenerativi.
Il territorio è stato strutturato nelle seguenti macro-parti:
- La Città da Valorizzare: il sistema insediativo storico e del patrimonio diffuso.
- La Città da Consolidare: i tessuti insediati del territorio urbanizzato privato.
- La Città Pubblica: il sistema delle infrastrutture, delle attrezzature e degli spazi collettivi.
- La Città Verde: il sistema delle dotazioni ecologiche e ambientali.
- Il Territorio Rurale: il sistema produttivo agricolo ed il patrimonio edilizio sparso.
1. La Città da Valorizzare
È costituita dai tessuti di valore storico e storico-ambientale tutelati dalla pianificazione urbanistica:
- R0 - Tessuti dei Centri Storici: fa riferimento al Centro Storico del Capoluogo e a quelli definiti dal PSC (San Pancrazio, Vigatto, Mariano, Panocchia).
- R1 - Tessuti residenziali o misti da conservare: aree di pregio storico o derivanti da progettazioni unitarie (es. aree attorno alla Cittadella, Peep storici di via Sidoli, via Montanara, via Volturno).
Il PUG prevede interventi conservativi e politiche di qualificazione economica e sociale. Rispetto alla pianificazione previgente, si è aggiornata la classificazione degli interventi per valorizzare l'impianto morfologico (es. allineamenti da mantenere in caso di demo-ricostruzione e tutela delle architetture del Novecento).
2. La Città da Consolidare
Rappresenta la "città privata" all'interno del territorio urbanizzato, suddivisa in:
- Tessuti R2: parti prevalentemente residenziali o con attività compatibili con la residenza (differenziati in R2c per il capoluogo e R2f per le frazioni).
- Tessuti P1 e P2: parti specializzate per attività produttive, artigianali, terziarie e commerciali.
Limiti e Condizionamenti Speciali (Aree di Tutela):
- Aree a verde privato (Avp): aree inedificate o giardini da salvaguardare per il loro ruolo ecologico e microclimatico.
- Aree cortilizie produttive (Acp): pertinenze inedificate e non edificabili delle attività produttive.
- Aree soggette a limitazioni verso nuovi usi residenziali (Alr): aree in cui non è ammesso l'uso residenziale diretto.
- Aree soggette a verifica dei cambi d'uso (Avcd): tessuti misti in cui favorire la transizione previa verifica di sostenibilità.
- Permessi di Costruire Convenzionati (PCc): interventi di completamento o ridefinizione morfologica regolati da apposite schede normative.
- TUIUT / TUIUP: Tessuti Urbani ad Impianto Unitario da Tutelare/Preservare, volti a mantenere la coerenza morfologica d'insieme.
- Aree RIFO (Riduzione Footprint): incentivi alla riduzione dell'impronta a terra dei fabbricati esistenti.
- Aree ad Ambito Strategico Transitorio: comprendono le aree Productive City (Apc), Eco District e le fasce di rigenerazione dei margini RiMaP (Parchi), RiMaOS (Ospedale), RiMaGREEN (Grandi viali), RiMaTAR (Stadio Tardini), RiMaVIL (Villetta), RiMaPON (Ex Pontremolese).
Si introduce una sostanziale indifferenza funzionale tra residenza ed usi compatibili (uffici, alberghi, negozi di vicinato fino a 800 mq), garantendo flessibilità gestionale. Gli incentivi volumetrici ed edilizi (es. recupero sottotetti, ampliamenti) sono vincolati a requisiti prestazionali definiti dalla VALSAT (permeabilità suoli, riutilizzo acque piovane, connessione a ciclabili).
3. Città Pubblica e Città Verde
La disciplina mappa ed organizza il sistema delle dotazioni territoriali, delle aree di forestazione urbana ed ecologico-ambientali esistenti e previste, che si connettono tramite lo "Schema di assetto strategico delle correlazioni e dei servizi".
4. Territorio Rurale
Confermando gli indirizzi regionali (L.R. 24/2017), il territorio rurale è destinato allo sviluppo agricolo sostenibile. La nuova edificazione è fortemente limitata e vincolata alla qualifica di imprenditore agricolo.
- Gli interventi di rilievo richiedono la presentazione di un P.R.A. (Programma di Riconversione e Ammodernamento) per gli Imprenditori Agricoli Professionali (IAP).
- Sono previsti incentivi (indici edilizi favorevoli) per le aziende biologiche certificate o inserite in filiere di qualità (DOP/IGP).
- Negli ambiti di pregio paesaggistico (fascia collinare a sud) ed in prossimità dei corridoi ecologici principali vigono tutele più severe (es. divieto di nuove unità aziendali).
- Il riuso del patrimonio edilizio esistente non più agricolo è disciplinato per favorire il recupero di rustici, stalle tradizionali e fienili per scopi residenziali, mentre si limita il cambio d'uso delle strutture produttive recenti (es. capannoni prefabbricati), per cui si favorisce la demolizione e il trasferimento dei diritti edificatori nel territorio urbanizzato.